Plutone…

L’archetipo dell’Ombra e di tutto ciò che avviene in quest’ombra, a nostra insaputa… di soppiatto.

Quindi sì l’inconscio e i mondi invisibili, l’infinitamente piccolo (ma volendo pure l’infinitamente grande) i mondi di “sotto”- sottoterra, sotto i piedi – se ci mettiamo a camminare a piedi nudi in un prato, in un bosco, si può percepire questa corrente che sta sotto. Ruggisce.

E’ un flusso potentissimo, un’esplosione di germinazione, quasi spermatica, che attraversa le profondità della terra, le sue viscere. E’ una creatività primigenia, esplosiva, quasi bestiale.

Questo flusso plutoniano è creazione e distruzione insieme. Shiva-Kali per intenderci…

Plutone ha giocato e sta continuando a giocare un ruolo molto importante in questo “pandemonio” (per trovare un termine più divertente a pandemia, che mi aveva un po’ annoiato).

A dicembre 2019 a Plutone, che era già in Capricorno dal 2008, si sono uniti Saturno (ahhhh!!! my god! È come un incontro tra Dracula e un CEO di qualche multinazionale…) Giove (quello che ingigantisce a dismisura tutto quello che tocca) il nodo Lunare sud (karma collettivo) poi brevemente pure Marte è arrivato (che ha acceso la miccia… booom) ed è comparso dal nulla questo Virus.

Voglio chiarire che con queste affermazioni NON sto dicendo che la causa di quello che è successo sta nelle stelle. Questo è molto importante. Più vado avanti a farmi ruminare dentro da questi simboli, più mi sembra più che altro uno specchiarsi di due realtà, il microcosmo che si specchia nel macrocosmo e magari anche viceversa.

Abbiamo l’illusione di vedere il futuro perché alziamo gli occhi al cielo, vediamo qualcosa di più grande, come quando guardi una mappa geografica e vedi tutto il tragitto da A a B. Quindi ci sembra di vedere il futuro, perché vedo un pezzo di tragitto.. Ma mi pare più un’illusione che altro.

Ci sono degli eventi che accadono.

Da un certo punto di vista chissenefrega da dove si sono originati, se nel microcosmo o nel macrocosmo, se è nato prima l’uovo o la gallina, l’importante è come noi ci rapportiamo ad essi, come coscienza collettiva ma anche come individui.
E questo nessuno ce lo viene a dire in anteprima; non c’è il teaser come con i film…

Come noi ci rapportiamo a questi eventi resta una scelta nostra.

L’astrologia non può mettere bocca su questo. Possiamo senz’altro cogliere e accogliere certi validi “consigli” su come gestire le cose, certe indicazioni che sono dentro al simbolo stesso (insieme a un milione di altre informazioni che appaiono alla mente pure contrastanti, perché il simbolo è inclusivo) ma se noi accettiamo o meno l’invito, non ce lo può dire nessuno… resta un mistero.

Queste sono le mie considerazioni di adesso, e devo dire che aprono spazi molto interessanti… la cosa più importante diventa il simbolo stesso e poterci lavorare in consapevolezza. Il resto diventa praticamente irrilevante.

Ritornando quindi a Plutone e ai mondi invisibili, resta imprescindibile il fatto che l’invisibile per antonomasia abbia sempre fatto paura all’uomo.

Ci abbiamo costruito sopra di tutto, civiltà, culture, dogmi, religioni, anche la nostra stessa struttura di carattere si può dire che è una costruzione creata in parte anche da questa paura fondamentale, insita in noi.

Aprirsi, alla Vita, al mistero e anche aprire le porte a questo invisibile, che ci piaccia o no, saperlo vivere, starci dentro, senza attaccarci alle nostre navette di salvataggio, senza metterci i braccioli, è una avventura da sciamano, da iniziato, da guerriero, in pochi lo fanno consapevolmente, in troppo pochi ancora dicono “Sì” a questo grande mistero e lo abbracciano.

Ancora così pochi, davvero?
Inizio ad avere i miei dubbi pure su questo… comunque anche qui   °Mistero° (e mi parte in testa in automatico la canzone di Ruggeri).

Che c’è dentro a questi mondi invisibili?
Appunto sono invisibili, quindi per larga parte non lo sappiamo (ma lo potremo “sapere” mai?) però dentro ci sono appunto anche tutte quelle cose che non riesco a vedere con gli occhi, quindi virus, germi, batteri, una miriade sterminata di bestioline brulicanti di vita che se ci penso, mi fanno pure un po’ schifo…

Eppure sono anche informazioni nude e crude, il virus poi, essenzialmente è una catena di codici.

Ecco che l’atto di demonizzare, anche quello umano e da un certo punto di vista automatico più che naturale, ci chiude qualsiasi opportunità di dialogo con quell’informazione.

Se io vedo solo un nemico, un qualcosa da cui mi devo proteggere, chiuderò tutte le porte, sigillerò le finestre, alzerò delle fortezze alte fino al cielo e mi ci barricherò dentro, avrò perso una bella occasione per capire chi è questo “nemico”, cosa mi vuole dire, come possiamo arrivare a una tregua?

Klaus Kinski in Nosferatu

I mondi invisibili ci fanno ancora tanta paura e sotto sotto abbiamo paura anche perché ci sentiamo scorretti verso di loro, siamo stati noi i primi ad attaccare e ora ce la facciamo addosso… qui però forse il concetto di karma andrebbe anche un po’ mandato a fanculo.

E’ possibile una tregua. E’ possibile un dialogo.
Ma se ci sentiamo delle merde e vogliamo sotto sotto essere puniti, come si fa?

Magari anche una fase di pentimento è utile. Ci servirà in questo grande processo di inclusione, di abbraccio, di apertura a ciò che non conosciamo.

Ci servirà a capire che tutto, ma proprio tutto quello che esiste è NOI. E che è possibile diventare i Guardiani, i Protettori di questa grande verde e azzurra Terra, è possibile ascoltare i suoi richiami, da tutti i mondi, di sopra, di mezzo, di sotto… è possibile volgerci verso di Lei e ascoltarla finalmente, ritornare a Lei…

E’ possibile anche che sia un processo a fasi, lungo, ma… è possibile anche di no! Chi lo sa?
In fin dei conti abbiamo detto che pensare di conoscere il futuro è un po’ un’illusione e quindi perché non possiamo restare aperti, navigare in questa acque anche incerte sì, ma con un po’ di Gioia dentro.

E’ chiaro che questa Gioia forse viene parecchio dalla Fiducia. A volte penso che il sapere, tutti sti libroni, paroloni, scuole, diventino dei grandi ostacoli, dei grandi lucchetti, ancora una volta ci impediscono di fare esperienza vera e più diretta della Vita, del Sacro in tutte le sue forme.

Anche io ho paura, come tutti, ma ho anche fiducia… una non esclude l’altra. Voglio parlarci con le cose, sentire cosa hanno da dirmi, che magari è un bel “vaffanculoo!”… o magari è un “ti amo”… bohh!

Che m’importa?

Tendere l’orecchio…

Questa è l’unica cosa che mi sembra importante, ora.