Il Manifesto di Aikyam contiene i principi minimi necessari a comprendere e quindi comunicare la frequenza di Aikyam nel mondo. Esso serve come linea guida per la sua crescita armonica.

Aikyam è un’alleanza coscienze che lavora per il cambiamento positivo sul pianeta Terra. La frequenza base di Aikyam può essere definita con quella che oggi in molti chiamano “La Nuova Energia”, ossia la volontà di esprimere una spiritualità il più possibile creativa e libera da dogmi, capace di unire piuttosto che dividere, aperta ad ogni filosofia e visione del mondo, nel riconoscimento che ogni punto di vista contribuisce alla comprensione della Verità Ultima.

Nel mondo Aikyam non esiste un guru né un leader spirituale, ma ognuno impara a trovare il maestro dentro sé stesso, pur riconoscendo che vi saranno sempre esseri più saggi o meno saggi di lui.

Aikyam nasce per riunire intorno a un fuoco comune tutte quelle coscienze che sentono di risuonare con la sua frequenza, ma che in questo momento si sentono separate e frammentate.

Aikyam non vuole chiudere, ma aprire; per questo riconosce che il suo nome e il suo simbolo sono solo strumenti utili a veicolare un certo campo di coscienza, così come tutti i principi che la descrivono. In questo senso, Aikyam è solo un umile servitore del risveglio dell’umanità, e non pretende di imporsi a nessuno come portatrice della Verità Ultima.
Aikyam, a seconda del punto di vista da cui la si percepisce, può essere un’associazione di persone, uno stato di coscienza, una filosofia di vita, un gioco, un portale, una coscienza collettiva, un campo di frequenze, e infinite altre cose.

Aikyam, per sua natura, non può mai essere statica. Come ogni organismo vivente, la sua forma cambia in base all’interazione con l’ambiente e allo stato vibratorio dei suoi componenti. I principi qui di seguito descritti, vogliono essere il fondamento, il DNA su cui Aikyam costruisce la propria manifestazione nel mondo; nel momento in cui risulteranno rigidi, dogmatici o vecchi, possa Aikyam essere abbastanza consapevole da cambiarli senza sacrificare la propria essenza.

Il principio seme di Aikyam è che “Tutto è Uno, e ogni cosa fa parte dell’Uno”. Da questo principio seme cresce l’albero vivente di Aikyam, che contiene tutti i principi necessari a rappresentare al meglio la sua frequenza nel mondo.

Attraverso lo studio, la sperimentazione e la verifica i partecipanti ad Aikyam imparano a scoprire sempre meglio i principi secondo i quali l’Uno esiste e si manifesta. Questi principi possono essere tradotti ed espressi in infiniti modi, ma di base essi vengono tradotti tramite un linguaggio razionale (matematica, scienza) o tramite un linguaggio intuitivo (poesia, arte). Uno degli scopi di Aikyam è favorire l’unione di questi linguaggi per dare vita ad una forma di logica superiore, dove arte, scienza e spiritualità si fondono a creare un’unica “scienza dell’Uno”.

I principi radice di Aikyam sono: “diversità, libertà, condivisione, armonia”. Essi rappresentano il processo che fa crescere Aikyam nel tempo. Questi principi possono essere espressi in questo modo:

Riconoscendoci parte di un’unica cosa, riconosciamo e onoriamo anche la diversità e unicità di ognuno di noi. Desideriamo che ognuno di noi si senta libero di essere ed esprimersi, e che volontariamente scelga di condividere ciò che è con la collettività, facendo dono della sua unicità alla totalità che noi rappresentiamo. Desideriamo che ciò avvenga in armonia, come uno strumento che vuole accordarsi alla musica di un’orchestra. In questo senso, ognuno di noi è consapevole che deve sacrificare una parte della propria libertà, facendo spazio ad altri e donando sé stesso per onorare la crescita armonica dell’intero organismo. Con questo gesto, siamo consapevoli che potremo raggiungere, individualmente e collettivamente, maggiore gioia, realizzazione e bellezza.

I principi strutturali di Aikyam rappresentano il tronco e i rami dell’albero e sono: “flessibilità, gioco, collaborazione, trasformazione”. Essi rappresentano le qualità che permettono ad Aikyam di prosperare nel tempo. Questi principi possono essere espressi in questo modo:

“Riconoscendoci come organismo vivente, sappiamo che solo con grande flessibilità potremo crescere senza spezzarci. Per rimanere flessibili, desideriamo vivere ogni cosa come un gioco, senza attaccamento, portandovi grande leggerezza e grande intensità insieme. Perché il gioco si sviluppi e cresca, sappiamo che la chiave è collaborare con gli altri, trovando il proprio spazio e lasciando spazio a chi ci sta intorno. Giocando in questo modo, in costante collaborazione, il gioco muta e si trasforma senza sosta, in un equilibrio dinamico senza fine che ci permette di apprendere e crescere.”

I principi operativi di Aikyam rappresentano le foglie, i fiori e i frutti dell’albero e sono: sostenibilità, abbondanza, dono. Essi rappresentano la filosofia con cui Aikyam si esprime apertamente nel mondo producendo frutti.  Questi principi possono essere espressi in questo modo:

“Riconoscendoci parte di un ecosistema, al meglio delle nostre capacità e conoscenze tutto ciò che facciamo deve essere in equilibrio con l’ecosistema stesso. Come organismo, desideriamo che i nostri frutti creino un circolo virtuoso di sostenibilità. In questo senso, promuoviamo l’abbondanza in tutte le sue infinite forme, e lavoriamo ogni giorno per sradicare in noi il falso senso di scarsità. Se l’abbondanza si manifesta in sovrappiù, così che possiamo farne dono ad altri, sappiamo di aver raggiunto la perfetta risonanza con Aikyam. Se l’abbondanza sembra faticare a mostrarsi, sappiamo di contenere in noi ancora ferite da guarire, e con pazienza ci dedichiamo a questo. Per sostenere e veicolare questi principi, siamo consapevoli che il modo migliore è, in ogni momento, donare più di quanto desideriamo ricevere.

Non importa l’aspetto di questo dono, che può essere visibile o invisibile: l’importante è che l’amore irradi verso l’esterno un po’ più di quanto si dirige all’interno. Trovando così il giusto equilibrio tra l’amore per noi stessi e quello per gli altri, Aikyam si mostra a noi in tutto il suo splendore.”

Aikyam opera nel mondo in base al principio della risonanza. Ogni progetto, comunicazione o azione dovrebbe idealmente essere il frutto naturale del risuonare con Aikyam, e non un impulso della mente razionale.

In questo senso, ogni azione dovrebbe essere intrapresa solo se ciò provoca in noi un senso di apertura, gioia ed entusiasmo libero da aspettative. Queste sensazioni identificano solitamente il risuonare dell’individuo con Aikyam.

Per comunicare con Aikyam ciascun individuo apprende dunque ad ascoltare sé stesso attivando la propria intelligenza intuitiva, con particolare attenzione alle sincronicità e ai segni percepibili nel mondo esterno. Nel momento in cui si prova confusione, stanchezza o preoccupazione, è buona norma smettere di agire e prendere decisioni, in quanto la propria risonanza con Aikyam sarà meno forte.

La frequenza e l’insegnamento veicolati da Aikyam desiderano stimolare gli individui ad operare nel mondo solo in uno stato di risonanza armonica, dove di fronte a qualsiasi azione “io devo” diventa “io voglio”, e infine “io amo”.

L’operatività di Aikyam si esprime al suo meglio quando la diversità degli individui collabora per dare vita a un’intenzione comune. In questo senso, è bene che in qualsiasi gruppo siano sempre bilanciati il numero di individui energeticamente maschili e femminili (non necessariamente nel senso del genere sessuale), così come il numero di sognatori e agenti.

Il sognatore è un individuo capace di captare la frequenza di Aikyam nella sua purezza, tramite visioni e percezioni anche molto fantasiose. Si trova a suo agio nel mondo simbolico del sogno ed è molto abile a mutare il proprio stato di coscienza rapidamente. L’agente è un individuo capace di veicolare la frequenza di Aikyam in azioni concrete ed efficaci. Ama mettere ordine, organizzare e trovare la migliore soluzione in ogni frangente. La fantasia non è il suo forte, ma è abile a mantenere coerente il suo stato di coscienza senza vacillare. In questo tempo, sempre più individui tra coloro che risuonano con Aikyam diventano capaci di assumere entrambe le qualità in modo equilibrato, ma ogni individuo spiccherà comunque per una delle due.

Si può partecipare all’esperienza di Aikyam in tre modi diversi, o stati di coscienza. Questi tre stati vengono solitamente attraversati uno dopo l’altro da chi si avvicina al nucleo di Aikyam senza arretrare.

Ogni individuo è libero di esplorare questi tre stati di coscienza: scegliendo di sentirsi antenna, cellula o messaggero; e spostandosi da uno all’altro in ogni momento. I tre stati hanno solo un valore simbolico, non donano privilegi ma servono perché gli individui possano riconoscersi e unirsi in base al loro livello di comunicazione con Aikyam.

In nessun caso questi tre stati rappresentano un contratto: in altre parole la cellula può distaccarsi da Aikyam in ogni momento in base al suo sentire.


Antenne

Sono coloro che sentono di risuonare con i principi Aikyam, ma che non desiderano far parte del suo corpo vivente. Questi individui sono simili ad antenne che ricevono e ritrasmettono liberamente le frequenze di Aikyam. Un’antenna può anche essere sintonizzata su Aikyam senza conoscerla, o chiamandola con un altro nome, poiché Aikyam è solo una rappresentazione di un campo di frequenze che appartiene all’umanità intera.


Cellule

Sono antenne di tipo speciale, ossia tutti coloro che sentono fortemente il richiamo di Aikyam e desiderano partecipare più attivamente diventando parte del suo corpo.

Le cellule accettano i principi di Aikyam qui descritti e si riconoscono in essi, pur essendo consapevoli che questi principi rappresentano solo una semplificazione dell’essenza di Aikyam.

Le cellule si ritrovano almeno una volta a settimana, sia singolarmente che in gruppo, per veicolare la frequenza di Aikyam in qualsiasi forma desiderino. Questo può essere fatto tramite qualsiasi forma di meditazione: il principio base è quello di connettersi alla frequenza di Aikyam e farla risuonare dentro sé stessi, così da accrescerne il segnale.

Durante la settimana, le cellule lasceranno che Aikyam lavori dentro di loro, stimolando pensieri, parole e azioni. In altre parole, lasceranno in base alla loro disponibilità che Aikyam stimoli in loro un modo di rappresentare la sua frequenza nel mondo.


Messaggeri

Sono cellule di tipo speciale, più intensamente portatrici del DNA di Aikyam. I messaggeri percepiscono Aikyam come farcente parte della loro missione di vita, e scelgono volontariamente di dedicarsi ogni giorno a far risuonare la sua frequenza dentro di loro, lasciandosi poi guidare a far crescere attivamente Aikyam nel mondo.

I messaggeri sono individui che hanno guarito la maggior parte delle loro ferite emozionali e si sentono particolarmente desiderosi di donare più che di ricevere; riconoscono anche che nel loro essere messaggeri di Aikyam risiede il potenziale per la loro massima realizzazione come individui. I messaggeri si ritrovano almeno una volta al giorno, sia singolarmente che in gruppo, per far risuonare la frequenza di Aikyam e quindi procedere esattamente come fanno le cellule, solo con più intensità e dedizione.

Chiunque desideri partecipare più intensamente ad Aikyam sceglie di mettere la propria realizzazione come individuo, sia materiale che spirituale, come priorità su ogni altra cosa. Allo stesso tempo comprende che tale realizzazione avviene pienamente solo quando si sostiene la realizzazione della coscienza collettiva di cui facciamo parte, ossia il Pianeta Terra, con tutti gli Esseri che lo abitano.

Per facilitare coloro che desiderano compiere questa scelta, ma sentono di non avere strumenti validi a disposizione, si condividono, oltre ai vari insegnamenti e contenuti che saranno creati nel tempo, alcuni punti da seguire, denominati “I 5 passi del risveglio”. Qui vengono riportati solo brevemente, mentre sul portale Aikyam.net ne esiste una versione estesa in questa pagina.


1 – Apprendere i principi dell’Esistenza e conoscere sé stessi

Il primo passo è apprendere sempre meglio i principi dell’Esistenza, così da poter interpretare ogni esperienza chiaramente scoprendo gli elementi che la compongono. Questi principi vengono condivisi da Aikyam cercando di unire il linguaggio logico e quello poetico; ma essi dovranno comunque essere vissuti, sperimentati e verificati da ognuno tramite l’esperienza quotidiana e un’attenta osservazione del mondo.

I principi scoperti potranno essere diversi da persona a persona, o subire molte variazioni via via che li si espande in un affresco più complicato. In questo senso, l’importante non è raggiungere una verità assoluta, ma continuare a osservare l’Esistenza facendone esperienza, aperti a cambiare il proprio punto di vista o a integrarlo con quello di altri. Osservando il mondo, e comparando continuamente le meccaniche esterne a quelle che accadono dentro di noi, si può raggiungere una profonda conoscenza di sé.


2 – Connettersi allo Spirito ogni giorno

La relazione con lo “Spirito”, inteso come l’intelligenza da cui emanano i principi dell’Esistenza, deve diventare una relazione sempre più quotidiana e familiare. La comunicazione con lo Spirito ha bisogno di essere nutrita in molti modi diversi per poter superare la barriera della mente razionale, e ciò richiede volontà, fiducia e un grande desiderio di andare oltre i propri limiti immaginari.


3 – Dedicarsi alla propria lezione/missione

I punti precedenti portano naturalmente ad avere un focus maggiore sulla propria missione, o “scopo della vita”. Senza dimenticarsi che la propria missione spesso contiene la lezione principale che si è venuti ad apprendere.

Quando lo scopo della propria missione non è chiaro, la lezione è quella che ci comunica dove cercare. In altre parole, se ci si sente confusi rispetto a ciò che siamo venuti a fare, o non capiamo quale sia la nostra vera passione di vita, conviene guardare le cose che più ci fanno paura, ossia tutto ciò che veramente avremmo bisogno di imparare per sentirci più in equilibrio. Inoltrandosi in quella direzione, la missione diventerà via via più chiara.


4 – Agire seguendo l’ispirazione, lungo il sentiero della minor resistenza

Chi sceglie di veicolare la frequenza di Aikyam riconosce intimamente che qualsiasi azione risulta più fluida quando è l’effetto di un impulso sottile, il più possibile puro e incondizionato, che potremmo definire “ispirazione”. Questo tipo di “azione ispirata” è dunque poco premeditata, ed è stimolata da una forma di entusiasmo, una gioia speciale che ci spinge a fare quella certa cosa, anche se apparentemente quel gesto non ha di per sé nessun collegamento con gli intenti più ampi di un nostro progetto o della nostra vita.

Più la relazione con lo Spirito viene nutrita, più la comunicazione con lui si rende manifesta tramite segni e coincidenze inaspettati, chiamati “sincronicità”.


5 – Onorare l’Ombra

L’ultimo passo fondamentale che desideriamo suggerire per chi vuole avventurarsi in Aikyam, è ricordarsi di dedicare un posto privilegiato dentro di sé al Principio dell’Ombra. Prima di tutto comprendendo in modo sempre più raffinato cosa sia e quale sia la sua funzione tra le meccaniche dell’Esistenza, e poi onorandolo continuamente, perché questo è il modo più efficace per procedere in equilibrio.

È necessario riconoscere nell’Ombra il più importante dei messaggeri, che sempre ci comunica la direzione da cui proviene la luce, che sempre ci mostra la nostra risonanza rispetto al mondo, così che possiamo correggere la rotta.

Ogni individuo ha la responsabilità di comunicare con Aikyam imparando a conoscerla direttamente, senza il tramite di nessun altro individuo. Per questo motivo, ogni individuo conterrà in sé un’interpretazione unica di Aikyam, ossia un frammento della sua essenza. Solo dall’unione di tutti i frammenti l’essenza completa di Aikyam può rivelarsi nel suo stato di massima coerenza. Questo accade quando ciascun individuo impara a fondere la propria interpretazione personale di Aikyam con quella di tutti gli altri, non come compromesso ma come unione d’amore.

Nessun individuo può parlare in nome di Aikyam, poiché essa appartiene a tutti, ma ognuno può parlare di lei nei modi che più risuonano con il suo cuore.

Ogni volta che si veicola la frequenza di Aikyam tramite pensieri, parole, azioni, si sia consapevoli che inevitabilmente la si distorce attraverso il filtro della propria personalità. Questa consapevolezza naturalmente stimolerà nell’individuo una sempre maggiore umiltà. Allo stesso tempo, si sia consapevoli che la frequenza di Aikyam, veicolata dalla singola personalità di un individuo, si arricchisce di qualità uniche che possono nutrire la collettività. In questo senso, distorsione e arricchimento esistono all’unisono.

Aikyam necessita di una struttura, in quanto organismo che vuole operare nel mondo, la quale deve però essere ridotta al minimo necessario per lasciare il più possibile spazio alla libertà delle sue singole cellule.

Questa struttura iniziale ha un forma circolare dove il centro è vuoto, ossia è Aikyam stessa, nella sua forma più pura. Attorno al centro, si collocano tutte le cellule. La struttura e disposizione delle cellule, così come descritta più sotto, dipenderà in gran parte dalla capacità degli individui di auto-organizzarsi. È importante dunque comprendere che tutte queste sono suggestioni, immagini e concetti i quali potrebbero realizzarsi o meno in libertà, ma non vanno ricevuti come regole fisse.


Il Primo Cerchio

Attorno al centro si colloca il Primo Cerchio, il quale contiene quegli individui che riescono a veicolare la frequenza di Aikyam con meno distorsioni possibili. Questi individui identificano sé stessi come guardiani e servitori e non come leader, sebbene si trovino vicino al centro. Questo cerchio è composto da una minimo di 3 a un massimo di 12 persone, idealmente in numero uguale tra individui energeticamente maschili e femminili (non necessariamente dal punto di vista del genere sessuale). Tra di loro è anche bene che vi sia un eguale numero di sognatori e di agenti. Inoltre, il Primo Cerchio dovrebbe sempre contenere individui che fanno parte dell’”Associazione Aikyam” come soggetto istituzionale. Il Primo Cerchio dovrebbe agire come guardiano, equilibratore e responsabile per le decisioni più importanti. Aikyam si sviluppa come organismo a partire dal Primo Cerchio, diffondendosi poi verso l’esterno.

Attorno al Primo Cerchio tutte le altre cellule si dispongono liberamente in base alla loro capacità di auto-organizzazione. Molti diversi tipi di struttura andranno sperimentati prima di trovare quella ideale, capace di lasciare il massimo grado di libertà agli individui ma allo stesso tempo assicurare la stabilità di Aikyam. È probabile che questa struttura ideale sarà una forma cangiante e flessibile, capace di mutare nel tempo e soprattutto fondata sull’amore e sulla reciproca fiducia, piuttosto che sul bisogno di creare regole per paura del caos. Gradualmente, sempre più energia (sotto forma di risorse e attenzione) andrebbe data ai gruppi più che ai singoli individui, così da stimolare le cellule a raggrupparsi e trovare una comune armonia.

Ecco di seguito alcuni suggerimenti ulteriori a questo proposito.


Il Secondo Cerchio

Attorno al Primo Cerchio si colloca il Secondo Cerchio. Esso è composto da tutti coloro che desiderano aiutare attivamente il progetto a crescere e che hanno dimostrato la capacità per farlo. Si compone inizialmente di un massimo di 144 persone, ognuna delle quali può essere invitata solo dai componenti del Primo Cerchio. In ogni caso chiunque può richiedere di essere invitato a far parte del Secondo Cerchio.

Il Secondo Cerchio è un “cerchio di amicizia” e farne parte non costituisce nessun tipo di contratto né dà accesso a privilegi speciali. I partecipanti vengono iscritti in un database e contattati quando c’è bisogno delle loro capacità, dei loro consigli o del loro supporto in qualsiasi forma. I partecipanti possono richiedere di essere rimossi dal cerchio in ogni momento, e chi risulta irreperibile o inattivo per un certo tempo viene rimosso automaticamente (a discrezione del Primo Cerchio).


La triade

Una triade è formata da tre cellule (persone) che risuonano particolarmente bene insieme. Si tratta di una forma molto stabile che potrebbe costituire con il tempo il mattone fondamentale dell’organismo Aikyam. L’ideale è che ogni cellula si unisca con le due cellule che ama di più, e che ogni triade cominci a sentirsi un organismo, un’entità che unisce il meglio delle sue tre cellule. Ogni triade sviluppa una frequenza unica, un talento speciale che potrà donare al resto di Aikyam.

I componenti della triade dovrebbero essere in costante contatto, scambio e relazione. La triade non è una forma fissa, ma un organismo cangiante. Può cambiare, dissolversi e formarsi di nuovo. La libera scelta delle sue tre cellule rende vivo questo organismo.


La stella

Quando una triade si sente fortemente armonica e stabile, quella triade potrebbe unirsi ad un’altra triade che sia ugualmente matura, a formare una figura a stella (esagono stellato).

La stella, formata da un minimo di sei cellule o due triadi, è un potente motore creativo. Ogni stella, idealmente, potrebbe dedicarsi a un progetto da sviluppare per veicolare ancora meglio la frequenza di Aikyam nel mondo. Una stella può essere anche formata da più di due triadi, ma è importante scegliere l’insieme che consenta il massimo di coerenza possibile tra i suoi componenti. Due o più stelle possono sempre collaborare ad aspetti diversi di uno stesso progetto, senza però fondersi l’una con l’altra.

Esempio pratico

Tre persone sono molto interessate all’agricoltura, formano una “Triade” ed elaborano un progetto insieme. Altre tre persone sono interessate all’energia rinnovabile. Formano una triade ed elaborano un progetto. Le due triadi potrebbero unirsi in una “Stella” ed elaborare un progetto su come armonizzare agricoltura ed energia rinnovabile.

Nota da elaborare:
In base a quanto esposto più sopra, il potere decisionale e operativo potrebbe essere gradualmente spostato dai singoli individui (cellule) alle triadi e infine alle stelle.

In altre parole, raggiunto un certo grado di crescita, solo le triadi potrebbero avere potere decisionale e operativo (ossia ad esempio creare progetti ed attuarli); raggiunto un ulteriore grado di crescita tale potere andrebbe riservato alle sole stelle. La singola cellula manterrebbe comunque una certa quantità di potere propositivo (fare proposte, formulare idee e suggerimenti).


I “Gruppi Aikyam”

Qualunque gruppo di persone può riunirsi liberamente per veicolare la frequenza di Aikyam nel modo che preferisce. Quando un gruppo si sente stabile e desideroso di far crescere Aikyam all’esterno può diventare

un “Gruppo Aikyam”, ossia ricevere il permesso dal Primo Cerchio di utilizzare il simbolo e il nome di Aikyam per comunicare sé stesso. Il gruppo sarà allora elencato tra i gruppi ufficiali e sostenuto dall’Associazione Aikyam come possibile. Anche una singola cellula può chiedere di creare un Gruppo Aikyam, se si rende disponibile a mettere a disposizione uno spazio fisico per altri che volessero unirsi a lei.

I Gruppi Aikyam devono offrire a chiunque la possibilità di partecipare anche gratuitamente, con l’opzione di un’offerta volontaria a discrezione del facilitatore del gruppo.

I Gruppi Aikyam devono avere la missione principale di comunicare i principi, gli insegnamenti e in generale la frequenza di Aikyam; quei facilitatori che desiderano promuovere il proprio lavoro all’interno di questi gruppi saranno liberi di farlo a patto di renderlo utile alla diffusione di Aikyam nel mondo.

Il simbolo e la parola “Aikyam” sono antenne utili a veicolare la frequenza che ci accomuna. Essi sono il principale mezzo anche per introdurre Aikyam in modo intuitivo a chi non ne sa niente, attraverso meditazioni speciali chiamate “Attivazioni Aikyam”. Ciò detto, simbolo e nome sono strumenti, e non vanno mai resi “idoli”. Naturalmente a nessuno è richiesto di rinunciare alla propria visione spirituale; ognuno è libero di continuare ad usare i simboli, nomi e mantra a cui è legato. La scelta di usarne principalmente uno soltanto serve a creare con maggior efficacia un campo stabile di coscienza.

Sia il simbolo che il nome vanno usati con cura, evitando di inflazionarne la diffusione o di sminuirne il potere energetico tramite una ripetizione esagerata. si tratta dunque di trovare un giusto equilibrio tra il mondo degli antichi misteri, dove i simboli non erano mai rivelati, ma appresi a memoria dall’adepto; e il mondo della “nuova energia”, dove tutto viene portato alla luce con amore, ma rischiando sempre la banalizzazione.

L’uso sui canali ufficiali dovrà essere oculato, così come la stampa. Si eviterà ad esempio di stamparlo su magliette o oggetti di uso quotidiano, mentre va bene la stampa di copertine, poster e cartoline speciali; o la riproduzione su oggetti artistici e artigianali, che ne nutrano il carattere di preziosità.

L’uso del simbolo e del nome è riservato alle comunicazioni ufficiali che provengono da Aikyam.net. Chi desiderasse farne uso per un’iniziativa privata deve chiedere il permesso al Primo Cerchio. In generale le iniziative private dovranno avere lo scopo principale di divulgare la frequenza di Aikyam e i suoi principi, e non di promuovere sé stessi.

La riproduzione del simbolo tramite mezzi artistici o artigianali, a scopo non commerciale, è aperta a tutti.

Questo punto del Manifesto rimane per ora in uno stato embrionale, e contiene solo alcuni riflessioni generali. Il “sistema decisionale” andrà rivisto e aggiornato con il crescere di Aikyam e l’aiuto di cellule esperte su questo tema. Per ora, tutte le decisioni finali spettano ai componenti del Primo Cerchio.

Le decisioni vengono prese cercando di seguire il “metodo del consenso”.

IDEE DA ELABORARE:
Il sistema decisionale ideale per Aikyam dovrebbe permettere a ogni sua cellula di esprimere il proprio voto su ogni decisione. Ciò potrebbe essere possibile tramite una piattaforma online in grado di raccogliere i voti in tempo reale. Le decisioni potrebbero essere approvate o negate a maggioranza, ma la percentuale di maggioranza minima necessaria dovrebbe variare a seconda del grado di armonizzazione di Aikyam.

Nel moderno sistema politico la maggioranza del 51% è di solito quella utilizzata, in Aikyam tale percentuale dovrebbe salire da subito almeno al 70%, e idealmente tendere a crescere nel tempo verso il 100%. Il sistema decisionale a maggioranza del 51% tende infatti a creare un sistema statico dove il cambiamento avviene molto lentamente, ma in una società altamente incoerente ciò è quasi inevitabile. Una micro-società come Aikyam permetterebbe invece di prendere e attuare decisioni in molto più rapido, ma è fondamentale trovare e mantenere il giusto equilibrio dinamico tra la libertà di scelta delle singole cellule e i bisogno dell’organismo Aikyam.

Open Source

Aikyam promuove tutti i progetti, le soluzioni e le invenzioni di tipo “open source”, ovvero dove non vi sia brevetto proprietario, ma la possibilità per l’intera comunità umana di partecipare al miglioramento del progetto. In questo senso, all’interno di Aikyam si preferiscono usare soluzioni open source ove possibile (ad es. nella scelta del software usato per il portale Aikyam.net). Nelle proprie progettualità, Aikyam, ove non sia praticabile la strada dell’open source, eviterà però sempre di ricorrere a brevetti di qualsiasi tipo, in quanto contrari ai suoi principi di base.


Marketing e pubblicità

Aikyam crede nell’efficacia di una comunicazione trasparente, volta ad informare piuttosto che a convincere. Il progetto Aikyam non può crescere tramite il proselitismo o la comunicazione aggressiva, ma solo attraverso la crescita organica della propria frequenza.

Per ciò che riguarda qualsiasi forma di “pubblicità”, Aikyam non concederà mai spazi pubblicitari se non a soggetti che risuonano fortemente con i suoi principi e che offrono servizi/prodotti in linea con essi.

Eccezioni possono essere soluzioni simili a quella implementata dal browser “Brave” ( https://brave.com/ ), dove l’utente può scegliere liberamente se vedere annunci sotto forma di notifiche non intrusive, e una buona parte dei ricavi pubblicitari viene divisa tra il sito e l’utente stesso. In casi come questo Aikyam può scegliere di concedere spazi pubblicitari, soprattutto perché la scelta di vedere pubblicità è sempre a discrezione dell’utente.


Strumenti e canali di comunicazione

Aikyam preferisce, quando possibile, creare i propri canali di comunicazione direttamente (ad es. una community online, una rivista, etc.). Tuttavia, avendo come intento principale quello di diffondere la propria frequenza, Aikyam accetta di usare canali (ad es. Facebook, Instagram, Youtube) che non sono necessariamente in linea con i suoi principi. L’uso di questi canali deve però essere oculato e sempre volto a donare qualcosa di speciale e prezioso ai loro utenti, evitando ogni intento forzato di “acquisire seguaci”.

Nota:
Questo punto del manifesto potrà essere espanso aggiungendo ogni area interessante della società di cui Aikyam si trovi a fare uso.

In questa sezione si raccolgono tutte le regole che non siano già state trattate in altre sezioni.

Nota: sezione in costruzione

L’”Associazione Aikyam” funge da veicolo istituzionale e da agente operativo per i principi esposti in questo Manifesto. Non è necessario essere parte dell’associazione per fare parte di Aikyam, ma l’associazione dovrebbe radunare coloro che maggiormente sono in contatto con la frequenza stessa.

L’associazione è composta da individui e perciò non può parlare in nome di Aikyam senza distorcerne la frequenza. In questo senso, l’associazione deve fare del suo meglio per mantenersi trasparente e operare nel massimo della risonanza armonica possibile. In ogni caso l’assemblea dei soci NON ha potere decisionale su tutto quanto viene creato, comunicato e trasmesso usando il nome e il simbolo “Aikyam”, potere che resta in mano, almeno inizialmente, al Primo Cerchio.

Scarica il manifesto (PDF)

Versione 2 – Aggiornato il 16 Maggio 2020
Il Manifesto viene prodotto dal Primo Cerchio e dall’ ”Associazione Aikyam”. Dovrebbe essere rivisto ed eventualmente aggiornato almeno una volta ogni anno al fine di veicolare sempre meglio la frequenza.