Qui condividiamo quelli che crediamo siano i passi fondamentali per chiunque decida di allinearsi alla “nuova energia” di questo tempo, procedendo in modo più spedito verso la propria verità, il proprio risveglio, e il futuro così come noi lo percepiamo.
Questi passi non riguardano solo Aikyam, ma sono fondamentali per qualsiasi essere di buona volontà: qui li sintetizziamo perché essi siano utili a chiunque sia intensamente alla ricerca.

1 - Apprendere i principi dell'Esistenza e conoscere sè stessi

Apprenderò i principi dell’Esistenza, così come mi vengono raccontati da coloro di cui mi fido, e osservando con attenzione me stesso e il mondo li verificherò ad uno ad uno tramite la mia esperienza, rendendoli sempre più cristallini nel mio cuore.

Tutta l’immensa complessità che chiamiamo “Vita” si basa sull’interazione di poche forze e principi che, con un pizzico di mistero, creano una sinfonia senza fine. Abbiamo fatto del nostro meglio per tramandare questi principi in parole e concetti e in futuro espanderemo quanto abbiamo già condiviso in ogni direzione utile.

Nel condividere questi insegnamenti non c’è nessuna pretesa di aver capito tutto, essi sono frutto del giusto equilibrio tra intuizione/osservazione/esperienza e crediamo che possano essere verificati da ogni essere senziente di buona volontà.

Infatti, non dovresti mai “bere” gli insegnamenti qui condivisi come se fossero regole assolute, ma piuttosto usarle come stimolo per evolvere. Ti suggeriamo però di inoltrarti in essi con mente e cuore aperti, perché se lasci che sia solo la tua mente razionale a fare domande… non farai molti passi avanti.

Noi osserviamo inoltre che alla base dell’Esistenza vi sia un Grande Mistero, che non può mai essere compreso completamente, e perciò scegliamo di restare umili, pur riconoscendo che i meccanismi dell’Esistenza sono visibili in ogni cosa, ed è bello e giusto apprenderli per allinearsi al flusso della vita.

Grandi domande come “Perché esiste il male?”, “Qual è il nostro scopo?”, “Cos’è Dio?” hanno sempre spinto gli esseri a cercare; ma in questo particolare tempo la risposta non può più essere di tipo religioso o troppo allegorico. I principi che abbiamo esposto cercano di viaggiare a metà strada tra un’esposizione logica e una poetica: rivelando quelle che sono dinamiche fisiche e metafisiche molto precise, e allo stesso tempo raccontando l’armonia che perennemente sgorga dal Grande Mistero.

Chi sceglie di fare parte di Aikyam sceglie anche di dedicarsi ad apprendere queste dinamiche celesti tramite l’intuizione, l’osservazione e l’esperienza, così come hanno fatto tanti grandi maestri del passato.
Osservando il mondo, e comparando continuamente le meccaniche esterne a quelle che accadono dentro di noi, si può raggiungere una profonda conoscenza di sé.

Ogni nostra giornata, anche la più banale, è costellata di occasioni che ci permettono di penetrare ancora meglio i segreti dell’Esistenza: da un albero a un animale, alle relazioni tra gli esseri, alle dinamiche che sottendono ogni scambio di energia, tutto non fa altro che rifletterci continuamente come funzionano le cose. E se scegliamo veramente di imparare, tutto comincerà allora a diventare molto chiaro; perderemo quel senso di ansia che spesso ci accompagna, e che altro non è se non la sensazione di non capire, e cominceremo a osservare con curiosità persino le esperienze più intense e oscure, riconoscendo in esse preziosi indizi per il nostro cammino.

2 - Connettersi allo Spirito ogni giorno

Farò in modo che lo Spirito abiti il mio cuore ad ogni ora del giorno e della notte: diventando amico, padre, madre, e infine il mio amante prediletto.

Ogni giorno sarà bene connettersi allo “Spirito”, qualsiasi cosa questo significhi per te. Se vuoi puoi connetterti ad Aikyam, usando magari il suo nome e simbolo.

Puoi immaginare Aikyam come una finestra che ti permette di guardare verso Dio, o verso il Grande Mistero. Aikyam è percepita da alcuni come un vero e proprio essere, una Grande Coscienza con cui si può comunicare attivamente, ma naturalmente lo Spirito può essere per ciascuno qualcosa di unico e diverso, o anche molte cose diverse che si alternano nel tempo. L’importante è coltivare una relazione quotidiana e intima con lui/lei, connettersi alla sua energia, donando e ricevendo.

La conversazione con lo Spirito non può essere relegata alla sola richiesta, o al momento di sofferenza. Essa necessita di essere nutrita esattamente come qualsiasi altra amicizia speciale nella nostra vita: fino al punto in cui lo Spirito diventa il nostro amico, padre, madre e amante. Ognuno troverà le modalità a lui più consone per nutrire questa speciale relazione. Al risveglio e prima di dormire sono due momenti preziosi in cui nutrire questa connessione, perchè ci troviamo sulla soglia tra il mondo astrale e quello fisico. Non è utile però irrigidirsi in una pratica, la relazione con lo Spirito è uno stato di coscienza che finisce per costellare l’intera giornata, indipendentemente da qualsiasi “strumento spirituale”.

Questo stato di coscienza cresce quando si compie la scelta di rendere sacro qualsiasi pensiero, parola o azione si compia, indipendentemente dal valore profano a essa attribuita. Consumare un pasto, acquistare un prodotto, e persino fumare una sigaretta possono diventare momenti di connessione con lo Spirito se compiuti in piena presenza. Nel momento in cui non c’è quasi più separazione tra gesti sacri e gesti profani, ci si troverà vicinissimi alla propria verità. Inoltre, come effetto secondario, tale scelta di rendere sacre le proprie azioni porterà al diminuire di qualsiasi dipendenza, grande o piccola, poiché le dipendenze proliferano là dove non vi è Presenza.

3 - Dedicarsi alla propria lezione/missione

Sceglierò di camminare diritto verso la mia Stella Polare, riconoscendo che quella è la strada dove trovo la più grande lezione, che come un portale conduce alla mia gioia, così che io possa finalmente condividerla con tutti.

Fare parte di Aikyam richiede di fare una scelta. La maggior parte delle persone su questo pianeta vivono ancora in modo frammentato, senza una vera direzione, ma in balia di desideri e sofferenze che li portano a girare in tondo, certo sempre evolvendosi, ma avanzando molto lentamente verso la loro verità.

Aikyam nasce per radunare e facilitare, tramite la coscienza collettiva, coloro che dentro di sé hanno compiuto la scelta di muoversi in una sola direzione, domando i capricci dell’ego e scegliendo di avere come unico referente il proprio Spirito.

Noi chiamiamo questa direzione lo “scopo della vita”, ma possiamo definirla anche come qualcosa che racchiude allo stesso tempo sia la nostra missione che la nostra lezione fondamentali. “Missione” perché ci permette di realizzarci come individui in piena gioia, ma allo stesso tempo contribuendo all’evoluzione collettiva di quella coscienza più grande di cui facciamo parte. “Lezione” perché raggiungere questo livello di realizzazione ci richiede di apprendere la nostra più importante lezione evolutiva: quel diamante fondamentale che siamo venuti a scoprire dentro di noi, sciogliendo i lacci e trasformando le ombre che ancora lo tengono in parte nascosto.

Quando lo scopo della propria missione non è chiaro, la lezione è quella che ci comunica dove cercare. In altre parole, se ci si sente confusi rispetto a ciò che siamo venuti a fare, o non capiamo quale sia la nostra vera passione di vita, conviene guardare le cose che più ci fanno paura, ossia tutto ciò che veramente avremmo bisogno di imparare per sentirci più in equilibrio. Inoltrandoci in quella direzione, la missione diventerà via via più chiara.

Se compi la scelta di fare di tutto questo la tua priorità, non avrai bisogno di occuparti di nient’altro; tutte le piccole cose quotidiane cominceranno a prendersi cura di sé stesse, perché avrai smesso di barcollare e starai cominciando a camminare diritto verso la tua verità. Attenzione però, perché compiere questa scelta richiede volontà, fiducia e quindi coraggio.

Il coraggio di lasciare andare le cose vecchie, tagliare i rami secchi, e soprattutto affidarsi ai segnali dello Spirito anche quando essi ci portano in luoghi dove avvertiamo resistenza. Il coraggio di rinnovarsi continuamente, senza mai dare nulla per scontato; il coraggio di ridere più di quanto si è seri; il coraggio di ammettere che, con le nostre sole forze, andremo poco lontano. Il coraggio soprattutto di giocare a questa cosa che chiamiamo Vita, tornando ogni giorno un po’ di più come bambini, ma allo stesso tempo diventando finalmente genitori di noi stessi.

4 - Agire seguendo l’ispirazione, lungo il sentiero della minor resistenza

Lascerò che ogni azione sia ispirata in me dalla gioia che ho imparato a conoscere, con fiducia seguirò i segni dello Spirito, e quando sarò stanco e confuso, mi riposerò attendendo senza fretta una nuova onda di gioia.

Avendo dunque iniziato ad apprendere sempre meglio i principi dell’Esistenza, nutrendo quotidianamente la nostra relazione con lo Spirito, e avendo compiuto la scelta di dedicarsi alla propria missione/lezione come unica priorità… non ci resta dunque che agire.

Il valore dell’azione è fondamentale per qualsiasi essere su questo piano fatto di materia, ma è importante comprendere che l’azione corretta è come un fiore che sboccia naturalmente da un’intenzione pura.

Agire spinti da quello che la mente considera giusto, o dal bisogno di ottenere un certo risultato, o ancora dalla paura di perdere il controllo sulle circostanze… è un modo di agire ancora diffuso ma dall’efficacia molto dubbia.

Chi sceglie di veicolare la frequenza di Aikyam riconosce intimamente che qualsiasi azione dovrebbe essere l’effetto di un impulso sottile, il più possibile puro e incondizionato, che potremmo definire “ispirazione”. Questo tipo di “azione ispirata” è dunque poco premeditata, ed è stimolata da una forma di entusiasmo, una gioia speciale che ci spinge a fare quella certa cosa, anche se apparentemente quel gesto non ha di per sé nessun collegamento con gli intenti più ampi di un nostro progetto o della nostra vita.

In ragione di tutto ciò Aikyam stessa, come progetto, non può che espandersi in virtù di tante piccole ispirazioni che colpiscono le sue cellule stimolandole a pensare, dire o fare; prendendo iniziativa in base al proprio sentire. Certo, ci sarà sempre spazio per progettare, ideare e pensare al futuro con la mente; ma tale progettazione dovrebbe essere sempre una conseguenza di uno stimolo intuitivo che muove l’entusiasmo e la gioia del cuore.

Più la relazione con lo Spirito viene nutrita più la comunicazione con lei/lui si rende manifesta tramite segni e coincidenze inaspettati, ciò che chiamiamo “sincronicità”. Inizialmente si tratta di segni molto sottili, per cui esiste sempre una soglia in cui si deve scegliere di credere che si tratti veramente di un segno. Solo scegliendo di credere con sempre maggior energia i segni possono mostrarsi in modo davvero insolito e sorprendente. Inoltre, solo formulando domande precise e dunque aprendosi alle risposte dello Spirito egli potrà manifestare segni interpretabili. Si tratta di un’arte sottile e importantissima, di cui avremo modo di condividere diversi aspetti, speriamo anche grazie al contributo di chi si unirà a noi; per ora ti sia chiaro soltanto che “agire” in Aikyam significa seguire il sentiero tracciato da questi segni quotidiani, unito a quella sensazione di gioia che ispira l’azione.

Tutto ciò viene detto anche “seguire il sentiero della minor resistenza”; ossia, nel nostro caso, farsi sempre più strumento del campo di coscienza di Aikyam perché esso ci conduca là dove possiamo essere più utili a noi e agli altri.
Nel momento in cui ti sentirai stanco, confuso o frustrato… se possibile smetti di agire, tanto più se le tue azioni riguardano un lavoro che stai compiendo per Aikyam o per la collettività; riposati invece e attendi di essere nuovamente ispirato.

Come sintesi di questo passo è perfetta la regola d’oro, già condivisa da altri maestri del nostro tempo:

Agisci in base al tuo massimo entusiasmo, momento per momento, al meglio delle tue capacità e senza alcuna aspettativa sul risultato.

Comprendere e sperimentare le meccaniche fisiche dell’Esistenza (ad es. la legge di risonanza) ci aiuta a capire meglio perché questa regola sia in sé perfetta.

5 - Onorare l’Ombra

Mi ricorderò di onorare tutto ciò che percepisco come “ombra”, poiché esso mi indica meglio la direzione. Perdonerò senza sosta me stesso e gli altri, ad ogni passo trasformando nuove ombre e in questo modo nutrendo la mia luce.

L’ultimo passo fondamentale che desideriamo suggerire per chi vuole avventurarsi in Aikyam, è ricordarsi di dedicare un posto privilegiato dentro di sé al Principio dell’Ombra. Prima di tutto comprendendo in modo sempre più raffinato quale sia la sua funzione tra le meccaniche dell’Esistenza, e poi onorandolo continuamente: perché questo è il modo più efficace per procedere in equilibrio.

L’Ombra ha innumerevoli volti: alcuni spaventosi, altri accoglienti, ma tutti dotati di straordinario potere. Quando si fa un lavoro spirituale con intensità e integrità è abbastanza inevitabile incontrare la propria ombra in modo molto netto, così da poterla trasformare. Non fare l’errore di prendere alla leggera tutto questo, perché l’Ombra può appropriarsi della tua vita nei modi più inaspettati, se ti dimentichi di onorarla e tenerla sempre al tuo fianco. Chi fugge da essa, o chi immagina di doverla solo combattere, presto o tardi si rende conto di averne accresciuto il potenziale, e rischierà di perdersi a lungo nella paura e nella confusione.

Riconosci dunque nell’Ombra il più importante dei messaggeri, che sempre ti comunica la direzione da cui proviene la luce; che sempre ti mostra la tua risonanza rispetto al mondo, così che tu possa correggere la rotta. Il campo collettivo di tutti coloro che lavorano per Aikyam ti sosterrà sempre, facendoti sentire parte di una famiglia e non più un’Anima isolata. Quando ti sentirai perso nella tua ombra… chiedi con sincerità e riceverai sempre qualcosa di utile per ritrovare il sentiero.

Nell’onorare l’Ombra uno strumento fondamentale sarà quello del perdono; inteso come la capacità di sciogliere i lacci che legano ogni vittima al suo carnefice, lasciando andare il bisogno di rappresentare l’uno o l’altro ruolo. In Aikyam saranno condividi diversi strumenti per applicare l’arte del perdono, anche grazie ai contributi di chi verrà in futuro.